SUSHI: PRO E CONTRO
Il sushi è nato in Cina, nell’Asia meridionale, per poi arrivare in Giappone. Nasce più o meno intorno al XV secolo come pesce fermentato conservato in riso, quando le persone confezionavano il pesce con il riso e lo pressavano per conservarlo. Il processo di fermentazione durava un anno e a quel punto era possibile mangiare solo il pesce, scartando il riso. È stata la cucina giapponese a ridurre il tempo di fermentazione e successivamente ad aggiungere aceto al riso, finendo col mangiare sia il riso sia il pesce. Nell’Ottocento, i ristoranti di sushi divennero popolari in Giappone e la pietanza iniziò ad essere servita con zenzero sottaceto e salsa di soia.
Tre nutrizionisti su quattro lo considerano un alimento “raccomandabile”, i pesci scelti per il sushi contengono i grassi omega 3, che riducono il rischio di malattie cardiovascolari o di malattie circolatorie.
Ma bisogna tenere presente che se non consumato con attenzione e moderazione può essere dannoso per la salute, soprattutto se si cerca di ridurre il sodio e gli zuccheri . Otto roll di tonno piccante possono contenere fino a 2 g di sodio, quasi la metà dell’assunzione giornaliera raccomandata di sodio. E, in più, circa 15 grammi di zucchero aggiunto, che equivalgono a tre cucchiaini di zucchero. Se contiamo pure la salsa di soia e lo zenzero sottaceto si fa presto ad arrivare a 4.000 mg di sodio. Preparazioni come gli involtini di tempura o i dragon roll, che prevedono condimenti ancora più saporiti e “aggressivi”, rischiano di mandare all’aria qualsiasi buon proposito dietetico. Quindi ok al sushi, ma senza esagerare con le dosi, evitando gli “ALL CAN YOU EAT” che vanno tanto di moda.
Quindi l’unica preoccupazione riguarda il sale e la linea?
Non proprio. Il sushi a base di pesce crudo può essere una fonte di batteri o parassiti come la tenia e la salmonella. Le donne in gravidanza e in allattamento non dovrebbero consumare sushi. Inoltre il pesce di grosse dimensioni come pesce spada, mercurio, contiene mercurio. Esiste poi il rischio Anisakis …
Cos’è l’ Anisakis?
Come leggiamo sul sito dell’Istituto Superiore di Sanità, l’anisakidosi è un’infezione parassitaria del tratto gastrointestinale. E’ causata dall’ingestione “di pesce crudo o non sufficientemente cotto, contenente le larve di parassiti (nematodi) appartenenti alla famiglia anisakidae”.
Secondo le statistiche relative ad alimenti e salute, tra il 2015 e il 2020 si sono verificati 300 casi di intossicazione alimentare da Anisakis. Diversi studi scientifici riportano la presenza in Italia del parassita nel Mare Adriatico, con percentuali di 3,1% per sardine e 4,1% per alici, da attenzionare quando si consumano marinate.
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