PUNTARELLE
Vero e proprio simbolo della cucina tradizionale laziale, le puntarelle sono i germogli della cicoria, una pianta che cresce spontaneamente nei campi.
E’ una verdura invernale. È importante, se comprate l’intero cespo al mercato, che i germogli non siano troppo grandi in modo tale che se consumate crude, risultino tenere. Le foglie esterne non vengono scartate ma possono essere cucinate, come tutte le altre varietà di cicoria.
E’ una verdura amara, e questo ci fa già capire, che è utile per depurare il fegato, ed essendo ricca di acqua, aiuta i reni a drenare.
Le puntarelle, sono un concentrato di sali minerali
Queste verdure, inoltre, sono un’ottima fonte di vitamine A,B,C e sali minerali (ferro e calcio). Inoltre, essendo ricche di sostanze antiossidanti, aiutano a proteggere le cellule dallo stress ossidativo, contrastando i danni causati ai radicali liberi.
Un toccasana per l’intestino
La presenza di fibre aiuta a mantenere bassi i livelli di glicemia, a ridurre il colesterolo in eccesso, e contribuisce a contrastare la stipsi, mantenendo una buona regolarità intestinale. Vi ricordo, che le fibre, nutrono i batteri che compongono il microbiota intestinale, mantenendolo in salute e in equilibrio.
Come mangiarle?
Per poter sfruttare al massimo tutti i benefici è sempre meglio consumarle crude, in insalata.
Dai germogli va eliminata la parte più dura alla base e poi andranno tagliate nel senso della lunghezza fino a ottenere delle striscioline sottili. Immergetele in acqua fredda, possibilmente con aggiunta di ghiaccio, per circa un’ora: questa operazione serve a mitigare il sapore amarognolo delle puntarelle e a conferire la caratteristica forma arricciata. Una volta scolate, asciugatele bene con un canovaccio: saranno pronte per essere consumate crude in insalata, condite con un’emulsione di olio evo, aceto di mele, pepe, e uno spicchio di aglio schiacciato.
Nella tradizionale ricetta delle “puntarelle alla romana”, si aggiungono anche le alici!
E voi conoscevate le puntarelle?
