DIGIUNO? SI, MA INTERMITTENTE

Quando si è un po’ in sovrappeso, il desiderio comune è quello di perdere chili in tempi rapidi e senza troppa fatica. Ed ecco che il digiuno può sembrare la soluzione più semplice e diretta per ottenere il risultato desiderato, senza dover cambiare le proprie abitudini alimentari e senza dover ragionare troppo sui cibi da consumare, le quantità, gli abbinamenti. Semplicemente, si salta qualche pasto per alcuni giorni alla settimana, ma quando si mangia lo si fa come al solito. Questo tipo di approccio è assolutamente sconsigliato, poiché può provocare danni all’organismo con conseguenze a lungo termine, un digiuno prolungato interferisce con il sistema ormonale e provoca modificazioni che non si risolvono subito, interrompendo il digiuno stesso. Lo stile con cui ci alimentiamo ha infatti ricadute a livello ormonale che durano a lungo. Inoltre, un eccessivo rallentamento del metabolismo, indotto dalla mancanza di cibo, interferisce anche con il ‘normale’ lavoro degli organi del corpo. Una dieta non può mai essere improvvisata, quando si modifica l’alimentazione occorre un programma specifico. Gli eccessi fanno male e… non funzionano! No al digiuno selvaggio, quindi, perché può danneggiare l’organismo, ma anche perché non è realmente efficace per dimagrire. Se il digiuno è fatto male, poiché troppo prolungato e frequente, oltre a creare un danno non sortisce l’effetto desiderato, ovvero la perdita di peso perché si crea una situazione difficile per l’organismo, che reagisce producendo alti quantitativi di ormone dello stress, il cortisolo, che aumenta la sensazione di fame ed è responsabile di gonfiori e malessere. In pratica, digiunando troppo si alterano i normali equilibri fisiologici, si acuisce la sensazione di fame e il bisogno di mangiare, con conseguenze anche a livello dell’umore. Meglio lasciar perdere quindi le diete che prevedono due, tre o più giorni di digiuno totale alla settimana: si creano danni e non si guarisce dal sovrappeso.

Sì, invece, al digiuno intermittente “serale” , come prolungamento di quello fisiologico che e’ gia’ normalmente di 8-9 ore a notte (mentre dormiamo). Una formula non aggressiva e fattibile, è quella delle 14-16 ore di digiuno, che prevede di concentrare i tre pasti della giornata in un arco di 10-8 ore per poi non mangiare più nelle restanti (es. cena alle 19 e colazione alle 9 del mattino). Questa forma di digiuno non provoca conseguenze sulla salute, non e’ dannoso e, con la giusta dose di pazienza, permette di ottenere risultati, perche’ nelle ore senza cibo, il corpo si depura e utilizza fino in fondo i nutrienti ricevuti nel corso della giornata. Può essere sufficiente adottare questo stile alimentare per una o due sere alla settimana. Con un’avvertenza: se praticate un’attività sportiva, dopo un allenamento non è opportuno saltare il pasto, meglio quindi programmare l’esercizio fisico prima del pranzo o nei giorni della settimana in cui non effettuate il digiuno intermittente. 

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